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Il KINESIO NEL TEMPIO DELLA DANZA
Intervista di Bianca Maria Lenci

Anche la  riabilitazione va in scena alla Scala di Milano, dietro le quinte della  più celebre Accademia di Danza italiana. Bianca Maria Lenci ha  intervistato le fisioterapiste della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala che da anni utilizzano il Kinesio® Taping sui  ballerini.

L’atmosfera che si respira quando si entra in Accademia è di  eleganza, prestigio e leggerezza. Sono consapevole di entrare in un  luogo importante, di duro lavoro per i ballerini che forse un giorno diventeranno famosi nel mondo a passo di danza e l’impressione che ho è quella di entrare in una biblioteca. Automaticamente cerco di non fare  rumore con i piedi quando cammino e parlo a bassa voce anche se non so  perchè, ma è come se fosse una regola non scritta. Camminano veloci e leggeri i ballerini mentre aspetto di essere ricevuta per l’intervista e  penso che magari fuori di qui hanno appena finito la loro giornata a  scuola.

Si vede che sono piccoli, alcuni staranno facendo le medie,  altri al massimo le superiori, e penso a quanto debba essere difficile  conciliare le due vite: quella “normale” da adolescenti che studiano a  scuola e quella da ballerini aspiranti professionisti fatta di  sacrifici, delusioni, soddisfazioni e speranze che studiano alla Scuola  di Ballo. È arrivata l’ora dell’intervista. Mi riceve la Dott.ssa Eva Fasolo che segue la Dott.ssa Sara Benedetti nel progetto fisioterapico voluto fortemente dal Prof. Walter Albisetti, ortopedico e dall’allora Direttrice Anna Maria Prina. Il programma è proseguito con il dottor Omar De Bartolomeo, ortopedico, dall’attuale direttore Frédéric Olivieri  affiancati dal pool dei fisioterapisti e da coloro che seguono gli  studenti e che operano quotidianamente all’interno della Scuola. Gli  allievi sono quasi 200 di età compresa tra i 10 e i 18 anni. Una buona  parte di loro ha bisogno di cure fisioterapiche specifiche vista  l’intensità delle prestazioni fisiche richieste.
Il maggior numero di infortuni si verifica a livello del complesso caviglia-piede  e decresce l’incidenza a salire cranialmente verso il ginocchio, anca e  così via. Gli infortuni più comuni si possono dividere in traumatici  (distorsioni) e da overuse (tendinopatie del tibiale posteriore, dei  peronei, fratture da stress e periostiti). Generalmente i problemi  riscontrati negli allievi più piccoli riconducono all’inesperienza  tecnico-accademica, mentre nei più grandi sono più frequenti le  inevitabili sofferenze da overuse.

- C’è differenza tra maschio e femmina nella predisposizione a certi tipi di infortuni?
Le femmine sono più predisposte alla frattura da stress del metatarsale e alla tendinopatia dei muscoli peronei: il carico in mezza punta e punta non perfettamente in asse porta stress alle strutture ossee dei metatarsi così come il piede in eversione sovraccarica le strutture muscolo-tendinee laterali. Il maschio, invece,  è più predisposto alle distorsioni della caviglia perchè esprime  potenza nei giri e nei salti. Inoltre, è più esposto agli infortuni  dell’arto superiore per via delle prese.

- Kinesio® Taping: quali sono le applicazioni più utilizzate? Puoi fare qualche esempio?
In caso di distorsioni articolari in fase acuta dove si riscontra  edema, l’applicazione più efficace è la tecnica linfatica applicata con il nastro tagliato a ventaglio con un ancoraggio iniziale e la parte terapeutica costituita da più code di uguale spessore e tensione tra lo 0 e il10%, applicate in direzione cranio-caudale in corrispondenza delle  stazioni linfatiche maggiori di gamba e piede. Vengono solitamente  applicate medialmente e lateralmente al distretto in modo da sovrapporsi  nella zona terapeutica, creando una rete
In caso di tendinopatie, molto utile è la tecnica a inibizione  muscolare con tensione tra il 15 e il 25% partendo dall’inserzione verso  l’origine del muscolo da trattare, mentre sulle periostiti molto  sollievo viene garantito dalla tecnica di correzione fasciale a “Y” con  la parte iniziale della zona terapeutica che viene stesa sulla pelle con  il 25-50% di tensione (zona a “I” della “Y”) e le due code che vengono  stese con una contemporanea oscillazione del nastro   
Sulle periostiti risulta, inoltre, efficace l’utilizzo della tecnica a rete sul punto dolente. Quando, invece, si vuole mantenere una  correzione del perone distale in antero-posteriore (per esempio in fase  sub-acuta in esiti di distorsione della tibio-tarsica o in presenza di  altre problematiche di ridotta mobilità della caviglia), utile è la correzione meccanica con una “I” al 50-70% di tensione applicata a  livello del malleolo laterale con ancoraggio anteriore alla caviglia e  la zona terapeutica con il nastro applicato lateralmente. Questa  applicazione può essere svolta sia in scarico sia in carico (nell’ultimo  caso, richiedendo al ballerino un pliè durante l’applicazione).

- Viene utilizzato solo in allenamento o anche durante le esibizioni?
Usiamo solo il Kinesio® Taping color carne sia durante gli allenamenti  sia durante le esibizioni e, a differenza di altri sport, nella danza  meno si vede e meglio è. Nel caso di uno spettacolo, se la scarpa o il  costume di scena non riescono a coprire il bendaggio, questo non viene  del tutto applicato.

- Avete fatto il corso originale Kinesio® Taping con Ability Group?
Sì, sia io sia Sara abbiamo svolto il corso originale KT1-KT2 e KT3 di Kenzo Kase organizzato da Ability Group con docenti del calibro di Stefano Frassine e Michela Colombo.

Finita l’intervista riemergo da quella atmosfera quasi surreale e mi ributto nel caos del traffico milanese, ma qualcosa mi è rimasto, la  voglia di conservare quell’ armonia nella vita di tutti i giorni.
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